Il sorriso di Annalisa

Li chiamano i quartieri alti. Solo a Napoli i quartieri alti rappresentano il fondo e non il vertice della societa’, dove c’e’ disagio e non benessere. Strade buie impenetrabili pericolose a ridosso del centro, due realta’ divise da pochi metri, segno delle contraddizioni di una citta’ che troppo presto forse si era illusa di essere uscita dall’inferno. La guerra di camorra torna ad esplodere e insanguina soprattutto la periferia. Adesso la zona piu’ pericolosa e’ Secondigliano, fortino di una mafia giovane e feroce che per spartirsi il grande malaffare della droga in pochi giorni ha seminato il panico attorno alle Vele, palazzoni osceni e quasi deserti simbolo del degrado. Una guerra senza regole, che spara alla cieca e non rispetta nessuno. (…) Ma per scoprire davvero dove sono i guai di Napoli e per cercare di capire se si puo’ guarire bisogna andare a Forcella, vera antica anima della citta’. Forcella, si vede subito, e’ in crisi: sporca, abbandonata, quasi dimenticata ma anche piena di speranza, soprattutto (per fortuna) tra i giovani. Esattamente due anni fa, davanti al cinema chiuso da troppo tempo una pallottola scellerata  ha ucciso Annalisa Durante, 14 anni, bellissima, innocente. Il padre, Giovanni, e’ riuscito a trasformare il grande dolore in coscienza sociale. Parla, anche se lo hanno minacciato. Parla davanti alla scuola materna che hanno intitolato ad Annalisa. La sua speranza comincia da li’.“Sono felice perché almeno il sacrificio di Annalisa è servito a qualcosa, la sua pulizia ora è di esempio. E’ ora di cambiare, peggio di così non si può andare. E’ saltato tutto, anche le regole. Non è più vivere”. E da qualche tempo a Forcella ritrovi i sorrisi. Nonostante la violenza, la paura e l’angoscia del lavoro che non c’e’. Nonostante tutto. 

2 Responses to Il sorriso di Annalisa

  1. …”Nonostante tutto”. La vita continua. Per pochi solo benessere, per molti violenza. Per fortuna che ci sono uomini come il padre di Annalisa che, spera in un monto migliore.

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