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Cronache dalla Baviera

24 aprile 2005

In diretta da Monaco – Oggi siamo saliti verso la capitale della Baviera, attraversando una campagna sterminata e bellissima e sfiorando fiumi incantevoli. Torneremo nel villaggio del Papa domani sera pronti a celebrare dal suo paese natale la prima messa a San Pietro. Credo che tutto sia stato gia’ raccontato di Marktl am Inn, questo paesino povero, di agricoltori che spera ora in un po’ di benessere. Cosi’ si mischia sacro e profano che illustro in due foto nei commenti: un pezzo di storia autentico, come il fonte battesimale, e il dolce del Papa, una sorta di krapfen pieno d’uvetta che insomma non e’ un granche’. Poi c’e’ la birra Benedetto XVI, la marmellata del Papa, il pane vaticano. Poche tracce pero’ di lui. La realta’ e’ che Joseph Ratzinger in quel villaggio c’e’ stato poco, appena due anni, poi si e’ trasferito in un paese vicino, Traunstein, dove ha passato l’adolescenza per poi fermarsi definitivamente a Monaco. Pero’ la storia e’ fatta di luoghi e il nuovo Papa e’ nato li’, dunque questo diventera’  luogo di pellegrinaggio con buona pace del borgomastro, persona simpatica e in gamba,  che in realta’ si sta dando molto da fare. Intanto cercando, per farne un museo,  di acquistare la casa natale, ma c’e’ la proprietaria, una fisioterapista, che non ne vuole sapere (ha comprato la casa, l’ex posto di polizia, per 170 mila euro) ed anzi e’ imbestialita perche’ la sua vita e’ cambiata e non puo’ uscire di casa. Per ora i fedeli arrivano dalla Baviera, dai paesi vicini, si fanno una foto-ricordo davanti la casa e se ne vanno. Molti gia’ stanotte partiranno per Roma, ma onestamente siamo molto distanti dal coinvolgimento emotivo che ho conosciuto in Polonia per Giovanni Paolo II. Certamente sono tutti felici di un Pontefice tedesco, ma anche con il rapporto con la fede e’ un po’ diverso, piu’ distante. La grande festa sara’ con i giovani a Colonia. Ma, per quel che ho visto finora, siamo di fronte piu’ a un evento mediatico che popolare.

Niente a che vedere con la Polonia (ho ancora ben presente la commozione collettiva in quella settimana a Varsavia) ma girando oggi per Monaco comunque ho trovato segni di grande interesse e di grande affetto per il nuovo Papa. Almeno centomila tedeschi saranno a Roma domenica mattina per la prima messa di Benedetto XVI. Le agenzie continuano a ricevere richieste per viaggi speciali. Soprattutto e’ chiaro che partiranno qui dalla Baviera dove Joseph Ratzinger e’ nato, cresciuto e ha predicato. E poi sta venendo fuori anche l’orgoglio nazionale. Tutti i giornali tedeschi, compreso  il prestigioso “Bild” , stanno  facendo una campagna pesantissima contro la stampa inglese che ricorda i momenti della guerra. “Mai stato nazista” titola a tutta pagina il giornale tedesco che vende qualcosa come dieci milioni di copie e che porta prove e testimonianze. “Aveva solo sedici anni, fu chiamato per forza come ausiliario. Un dramma per lui da cui trasse la vocazione sacerdotale”.  Insomma, e’ proprio vero che bisognerebbe aspettare. Intanto aspettare il suo lavoro nella vigna della fede. La storia oltretutto insegna che i piu’ incrollabili conservatori sono poi diventati i pontefici in assoluto piu’ progressisti. Come dire che da Papa spesso si cambia.

Adesso me ne vado a fare due passi in Marienplatz. Quanto e’ bella, piena di giovani: quindi vivace, festosa. Poi con calma nel pomeriggio tornero’ al sud, verso Marktl am Inn, ripercorrendo all’indietro il viaggio di Joseph Ratzinger. Qui si sono inventati anche il Papa tour: cinque tappe, per rendergli omaggio. Partendo dal paese natale, passando per Altoetting, cittadina devota alla Madonna nera (dove dormo), Traunstein, dove il Papa ha passato la sua adolescenza, per poi passare per Ratispova, dove ha insegnato all’Universita’ e dove vive il fratello Georg, per finire naturalmente qui a Monaco. Ci sarebbe anche una sesta localita’, Pentlang, dove il Pontefice ha una casa e da decenni va in vacanza. Insomma la Baviera comincia a metabolizzare l’importanza di avere un Papa. Stamattina ho visto partire molti pullman per Roma: c’erano anche gruppi folkloristici bavaresi che domattina faranno festa a San Pietro. In programma su Raiuno una lunga diretta in mondovisione per la prima messa officiata da Benedetto XVI. Il vostro gabbiano, se Dio vuole, si colleghera’ da Marktl.  Sara’ l’arrivederci alla Germania. E anche questa e’ fatta. Pronto per un nuovo volo.

              

Foto 1 (Marktl am Inn): lo striscione “Habemus Papam” dentro la chiesa di Sant’Osvaldo. Foto 2: collegamento sul maxischermo con San Pietro, ci sono boccali di birra sul tavolo ma e’ solo tradizione. Foto 3: turisti davanti la casa natale del Papa. Foto 4: il borgomastro Hubert Gschwendtnev. Foto 5: pellegrini con la croce al santuario di Altoetting. Foto 6: il destino che m’insegue, un Baghdad market a Monaco. Foto 7: non so perche’ ma mi sembra d’incontrare l’ispettore Derrick a ogni angolo. Foto 8: si’, e’ vero Marienplatz e’ bellissima soprattutto di notte. Non poteva esserci arrivederci migliore.

Dal paese del Papa

21 aprile 2005

In diretta da Marktl am Inn (Germania) -  Finalmente dopo due giorni sono riuscito a trovare qualche minuto per scovare un Internet cafe´.  Sono nel Paese piu’ potente d’Europa ma quaggiu’ in Baviera sembra di essere lontanissimi dal mondo, almeno quello tecnologico. Impossibili i collegamenti dagli alberghi, deliziosi ma destinati a un pubblico in vacanza. Dopo mille passaparola sono riuscito a trovare quest’angolino in un villaggio vicino a quello dove e’ nato Benedetto XVI. Non ho il tempo di raccontarvi le mie emozioni adesso ne’ di postare foto ma come al solito sapete che niente va perduto e dunque recupereremo molto presto.  Era solo, intanto,  un modo questo per rifarmi vivo. Se poi qualcuno ha la ventura di vedere i miei servizi al tg (stasera ci dovrebbe essere anche un breve collegamento a Porta a Porta) qualcosa gia’ sapra’ , anche se naturalmente in televisione lo spazio e’ dedicato all’informazione, mentre il dietro le quinte, le mie impressioni sono riservate solo al blog. Ciao.

In diretta da Marktl am Inn . Un omaggio composto, molto affettuoso ma quasi in sordina, com’e’ nel temperamento bavarese. Tutto il paese, il paese del Papa stamattina e’ andato alla messa, come ogni domenica, alla stessa ora, le 9. Forse c’erano piu’ bambini del solito, dice la gente del posto, ma sembrava una domenica qualsiasi se non fosse stato per uno striscione “Habemus Papam” all’interno di Sant’Osvaldo a rivendicare con orgoglio le comuni radici con Benedetto XVI e per la breve omelia del parroco che ha chiesto di pregare oggi soltanto per lui, per Joseph Ratzinger. Poi, in silenzio, la gente di questo borgo antico e povero del sud della Germania, dalla chiesa si e’ trasferita nel centro culturale del municipio dov’era stato allestito un maxischermo per seguire in diretta la cerimonia d’insediamento. Anche questa una scelta precisa, ci aveva spiegato il borgomastro prima di partire per Roma insieme a un centinaio di compaesani, e’ stato lui a volere lo schermo dentro il luogo di ritrovo del paese e non all’esterno, in piazza, perche’ non doveva essere uno spettacolo ma solo una preghiera, un modo di stare vicino al Papa. Sono andati tutti, famiglie intere, e hanno seguito la cerimonia senza dire una parola, solo qualche preghiera sommessa. Molti sono usciti con le lacrime, mischiandosi ai pellegrini,  ma la vita per loro non cambia, anche se cominciano a rendersi conto che sta cambiando il paese.  Per ora quella casa, la casa natale,  e’ un monumento, ma presto diventera’ luogo di culto.