Category Archives: new orleans

Città magica e maledetta

La musica jazz e’ struggente. C’infiliamo nel quartiere francese, in Bourbon street. Cerchiamo Masakela. Ma nei tre o quattro angoli dove si piazzava con il suo sassofono adesso non c’e’. Dicono che l’hanno cacciato gli stessi compagni di disperazione, stanchi della polizia. Strano posto, New Orleans. Magia pura: la ami e la odi, contemporaneamentei. Facciata da grande festa e anima venduta al diavolo. La chiamano la citta’ del “big easy”, un po’ come dire che qui tutto si puo’ fare. In Louisiana oggi non si festeggia l’epifania e quel giorno, un anno fa esatto, qui era una giornata terribile, dedicata ai riti woodoo. Maledetto giorno per sparire. Il giorno che e’ sparita Ylenia. (New Orleans, 6 gennaio 1995)

Donare per Katrina

Ho ancora attivo il mio primo sito che si appoggia a un server americano, Homestead. Oggi mi e’ arrivata questa email: “The Homestead Foundation, in conjunction with the Peninsula Community Foundation has created a Katrina Relief Fund, to be distributed to qualified disaster relief organizations in the local region. Homestead will match every dollar donated by our customers, our employees, our shareholders, or their families, up to $50,000. The Homestead Foundation and the PCF Katrina Relief Fund are 501(c)3 organizations, and all donations are tax deductible”.     Lo spirito e’ assolutamente nobile, non c’e’dubbio. L’impegno per il cittadino irrilevante. Ma mi sembra paradossale che nel Paese piu’ ricco del mondo si debba ricorrere alle sottoscrizioni per risolvere una cosi’ importante emergenza. Sarebbe banale fare riferimento ad altre spese pesanti dello Stato americano. E’ una mia vecchia idea. E’ accettabile, e sacrosanto, un aiuto internazionale per il Terzo Mondo (e non solo in emergenza). E’  una questione di principio. Non mi piacciono le collette. Non parlo solo degli Stati Uniti. Mi riferisco anche all’Italia. Ricordo che passai venti giorni in Piemonte per l’alluvione, affogato nel fango. Al ritorno mi ritrovai detratta in busta paga una tassa pro-alluvione. E allora se ci dobbiamo pensare da soli, lo Stato che fa? La differenza con gli Stati Uniti comunque esiste. Da noi ci tolgono il contributo senza chiederlo, li’ ti invogliano con la detrazione dalle tasse (“all donations are tax deductible”), insomma puoi scaricare. E forse allora e’ il segno che li’ le tasse le pagano tutti. Siccome le pagano, preferiscono fare bella figura con la beneficienza. Conviene e rende piu’ belli dentro. Perche’ non copiamo anche questa dagli americani? 

New Orleans, 6 gennaio 1995 –   (…) La musica jazz e’ struggente. C’infiliamo nel quartiere francese, in Bourbon street. Cerchiamo Masakela. Ma nei tre o quattro angoli dove si piazzava con il suo sassofono adesso non c’e’. Dicono che l’hanno cacciato gli stessi compagni di disperazione, stanchi della polizia. Strano posto, New Orleans. Magia pura: la ami e la od, contemporaneamentei. Facciata da grande festa e anima venduta al diavolo. La chiamano la citta’ del “big easy”, un po’ come dire che qui tutto si puo’ fare. In Louisiana oggi non si festeggia l’epifania e quel giorno, un anno fa esatto, qui era una giornata terribile, dedicata ai riti woodoo. Maledetto giorno per sparire. Il giorno che e’ sparita Ylenia. (dal Tg1)