Lo hanno tenuto sott’occhio per quasi due anni e mezzo, pedinandolo, intercettandolo e raccogliendo le sue confidenze grazie al lavoro di un poliziotto sotto copertura. Poi, questa mattina, prima della partenza da Malpensa per fare ritorno in Thailandia dove aveva messo su un giro di turismo sessuale, sono scattate le manette. L’accusa, per il cinquantenne custode di un campeggio sul lago di Garda fermato oggi dalla polizia postale di Milano, è di aver violentato bambini e bambine orientali tra i 7 e i 14 anni. I minorenni venivano comprati o adescati, sia per il proprio piacere personale, sia per offrirli dietro compenso ad altri turisti sessuali italiani. –>
(…) Sono proprio ‘turisti del sesso’ i primi italiani che incontro all’aeroporto di Madras. Non hanno rinunciato a quindici giorni di piacere, malgrado nell’aria si respiri ancora l’odore dei cadaveri. È un gruppo composto da tre uomini di mezza età. Mi colpisce particolarmente uno. Si avvicina a noi chiedendoci una sigaretta. Il suo aspetto è di uomo maturo e bruto. Occhi neri. Capelli brizzolati. Indossa un gilet di pelle nera. Sul suo braccio sinistro è tatuata una rosa. (…) Ci spiega che non è la prima volta che con i suoi amici viene in Asia. «L’abbiamo girata tutta» spiega. «A Bangkok si può fare sesso spendendo poco con ragazzine di dieci anni. In Italia tutto ciò è proibito. Quindi una due volte l’anno è bello togliersi qualche sfizio.» (…) Occhi infernali. Fa paura soltanto pensare che possano esistere certi uomini. Lui non sembra essere assolutamente preoccupato e ci fa vedere anche delle foto che ha scattato nei precedenti viaggi: sono ritratte bambine con cui sostiene di aver avuto rapporti. Visi di ragazzine cresciute troppo in fretta: fanno tenerezza. Mi sento davvero impotente di fronte a tanta crudeltà. (…) Simona Maggi “Infanzia negata”
Nel sud est dell’Asia li chiamano truk-truk, sono quelle vespette con il seggiolino che sostituiscono i taxi. Pochi soldi e portano i turisti in giro. Ricordo il primo che ho preso nella caotica Colombo, capitale dello Sri Lanka, il giorno dopo lo tsunami. Non avevamo fatto neanche il giro del palazzo quando il driver mi chiede se voglio una “baby”. Non ho risposto subito, sorpreso. E lui ha insistito, ha specificato meglio l’offerta. “come la vuoi, russa, nera, o cingalese, ma proprio baby, vedrai pochi soldi”. E’ facile scendere al volo dal truk-truk perche’ vanno pianissimo. Sono sceso. Ma quell’offerta scellerata mi ha perseguitato per tutto il tempo che sono rimasto da quelle parti. Offrono “baby” in ogni dove e l’aspetto piu’ drammatico e’ la consapevolezza di un mercato che tragicamente tira. Se offrono bambine al primo turista che incontrano, significa che i turisti chiedono quello.




