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Reporter sotto tiro

Dalla Colombia Hollman Morris, il più importante e conosciuto giornalista della tv colombiana, conduttore di “Contravìa”, giornalista più volte minacciato di morte nel suo paese. e vincitore dell’Human Right Watch Prize 2005 parteciperà alla sezione “Raffaele Ciriello – Il mestiere del giornalimo di guerra” nell’ambito della sesta edizione del Lucania Film Festival [Pisticci (Matera) dal 22 al 24 luglio 2005.  Il 23, serata centrale, sara’ proiettato per intero “A rischio della vita” lo speciale Tg1 di Pino Scaccia. 

(Da un mio speciale sulla Colombia, qualche anno fa, quando ancora comandava Pablo Escobar). Non è scappata una signora coraggio che incontriamo a Bogotà. Gli obiettivi dei narcos sono i poliziotti, i giudici e spesso i giornalisti che denunciano le collusioni. Il maggiore quotidiano della capitale, “El Espectador” è da anni sotto tiro: sei redattori sono stati uccisi e anche il direttore Guillermo Cano, il primo ad attaccare Escobar. Incontriamo la sua vedova, Anamaria: “La mia vita oggi è molto agitata. Come si fa a pensare di rischiare la vita per un articolo o un titolo. Non sono coraggiosa, ma bisogna fare qualcosa”. Anamaria Cano in realtà è molto forte perchè ha il coraggio del pudore. Quasi piangendo, di nascosto, ci confida un desiderio. D’incontrare per una volta i criminali. Per chiedergli perchè. Il perchè di tutta questa violenza, dell’odio. Per chiedergli come fanno a dormire. Soprattutto per chiedergli se un giorno smetteranno.

L’anno prima, il 14 marzo del 2002, era morto, colpito da un carro armato israeliano, uno dei migliori fotografi freelance italiani, Raffaele Ciriello. Di professione faceva il medico ma aveva la grande passione dei reportage di guerra.  Era amico anche di Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, alle quali aveva dedicato molte immagini. La morte di Ciriello e’ documentata, fino alla fine. La zona e’ Ramallah. Cinquanta metri dalla piazza principale. Gli israeliani stanno attaccando un albergo. Ciriello sta con alcuni colleghi insieme a un gruppo di miliziani palestinesi. Filma tutto. Dietro l’angolo c’e’ un carro armato, a duecento metri. Il carro armato vede movimento, spara. Ciriello filma tutto, fino a che non e’ colpito. La morte in diretta. I palestinesi raccolgono Ciriello, lo portano in ospedale, ma le ferite sono troppo gravi e arriva cadavere. Accanto a lui , quando filmava, c’era un operatore del Tg1, Norberto Sanna. (da Speciale Tg1) 20 luglio 2005