Tecnicamente l’ultimo rapimento “classico”, cioè compiuto dall’anonima sequestri, è quello di Alessandra Sgarella, 266 giorni di prigionia in Calabria, riscatto pagato pare addirittura sette miliardi. Otto anni fa, nel 1998. Per gli investigatori è quella la data ufficiale della fine del fenomeno (in Sardegna finì l’anno prima con il rapimento di Silvia Melis) , ma la piaga dei sequestri non si è certo conclusa. A tal punto che addirittura secondo la Corte di Cassazione, che cita i casi ufficiali, sono tuttora almeno duecento l’anno i cosiddetti sequestri lampo. Durano in genere poche ore, al massimo un giorno e la cifra pagata non è mai molto alta, intorno ai 50 mila euro. Quasi mai sono denunciati e quindi il nuovo fenomeno potrebbe essere molto più grave di quello che dicono le statistiche. Lo ammettono gli stessi magistrati: non sono denunciati per la rapidità dell’evento ma soprattutto per paura. Sconfitte dallo Stato le grandi organizzazioni criminali, anche perché rivoltesi verso il più redditizio, scellerato mercato della droga, protagoniste sono ora le nuove bande, pochi ma feroci balordi provenienti principalmente dagli ambienti extracomunitari.
Non sono ben chiari ancora i contorni che circondano la drammatica vicenda del piccolo Tommaso, ma certo non è il primo bambino nella storia dei sequestri a scopo di estorsione. Il primo kidnapping della storia, o comunque il piu’ clamoroso, avvenne negli Stati Uniti, il primo marzo del 1932. Nel New Jersey fu rapito dalla culla Charles jr. Lindbergh detto “baby” di soli dieci mesi. Due mesi e mezzo dopo, il 13 maggio, due camionisti scoprono il cadaverino in un bosco. Eppure per quel bimbetto erano stati pagati ben 50 mila dollari, cifra record per allora. Quattro anni piu’ tardi per quel delitto orribile fu arrestato nel Bronx un certo Richard Hauptmann, probabilmente solo un intermediario, finito sulla sedia elettrica. Anche in Italia sono stati numerosi i bambini rapiti e alcune storie sono finite altrettante tragicamente: Wanda Serra di dieci anni nel 1925 e Maria Molotzu di sette anni nel 1933. Su un totale nel nostro Paese di un migliaio di sequestri dal dopoguerra ad oggi, il dieci per cento è rappresentato dei minori, alcuni addirittura più piccoli di Tommaso. Come Francesco Fabio Misti, di appena sette mesi, figlio di un gioielliere romano, rapito per due giorni nel 1975. E poi Vincenzo Guida di dodici mesi nel 1976, riscatto 250 milioni di allora. E ancora Elena Luisi di quindici mesi nel 1983, liberata dalla polizia. Dicono che il sequestro sia il delitto più abietto, perché fa leva sui sentimenti. Sfruttare i bambini è addirittura da belve. 7 marzo 2006
Alla fine è arrivata la notizia che molti temevano: Tommaso Onofri è morto. Lo ha confessato Mario Alessi, il muratore già indagato, sottoposto in giornata a fermo giudiziario insieme alla moglie Antonella Conserva e a Salvatore Raimondi, l’uomo che lasciò la sua impronta sullo scotch usato per legare la famiglia Onofri la sera del sequestro, un mese fa.



